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Ipersudorazione

Ipersudorazione, come proteggere la pelle: cause e rimedi.

L’ipersudorazione, o iperidriosi, è una condizione caratterizzata da un’eccessiva produzione di sudore.

di Chiara Bonatti

L’ipersudorazione può essere generalizzata o interessare solo alcuni distretti corporei, come ad esempio:

  • Ascelle,
  • Palmi delle mani,
  • Piante dei piedi,
  • Viso,
  • Torace,
  • Inguine.

L’ipersudorazione non causa rischi gravi alla salute, ma può essere imbarazzante e fonte di stress. Inoltre può avere un impatto negativo sulla qualità della vita e nei casi più gravi indurre sintomi depressivi e ansiosi.

Questo fastidio può insorgere a qualunque età, anche se si manifesta tipicamente nell’infanzia o poco dopo la pubertà.

L’ipersudorazione può essere di due tipi: l’iperidrosi secondaria e primaria.

L’ipersudorazione primaria è quella senza cause apparenti. Benché non ne siano chiare le origini, si ritiene che dipenda da una parte del sistema nervoso, detto sistema nervoso simpatico, e potrebbe avere una componente genetica. Il sistema nervoso simpatico controlla diverse funzioni del corpo che non richiedono la volontarietà, come lo spostamento del cibo all’interno del tratto digerente e il movimento dell’urina dai reni alla vescica.

Il sistema nervoso simpatico agisce anche da termostato. Se sente la temperatura aumentare eccessivamente, invia un segnale dal cervello alle cellule sudoripare nel corpo inducendole a produrre sudore. Il sudore evaporando raffredda la pelle e riduce la temperatura corporea.

L’ipersudorazione potrebbe dipendere da un tipo specifico di ghiandola sudoripara, le ghiandole eccrine. Ascelle, palmi delle mani, piante dei piedi e viso hanno più ghiandole eccrine del resto del corpo, fatto che potrebbe spiegare perché queste siano le aree più colpite dall’iperidrosi.

Si ritiene che nell’iperidrosi primaria il cervello invii segnali alle ghiandole eccrine anche quando il corpo non richiede un abbassamento termico.

Alcuni casi di iperidrosi primaria sembrano avere un andamento famigliare, suggerendo che l’origine possa essere una mutazione genetica. Questa consiste in una variazione delle istruzioni cellulari, in grado di alterare i normali meccanismi di funzionamento del corpo.

Ipersudorazione secondaria

Quando è invece identificabile una causa si parla di iperidrosi secondaria.

L’iperidrosi secondaria può avere vari fattori scatenanti, in particolare:

· Gravidanza,

· Menopausa,

· Ansia,

· Ipoglicemia,

· Iperattivita della ghiandola tiroidea (Ipertiroidismo),

· Obesità,

· Alcuni farmaci, come ad esempio alcuni antidepressivi (Triclici), Oppioidi, Cortisonici, Propranololo, Pilocarpina, Betanecolo,

· Abuso di alcool o di droghe, o crisi di astinenza in caso di dipendenza,

· Alcune infezioni, come la tubercolosi o l’HIV,

· Morbo di Parkinson,

  • Malattie delle cellule del sangue o del midollo osseo, come il linfoma di Hodgkin (un cancro dei leucociti). 
  • Tumori: molto pazienti trattati per carcinoma mammario e prostatico presentano vampate di calore innescate dagli effetti collaterali di alcuni farmaci, ma in alcuni casi può trattarsi di un cero e proprio sintomo della patologia.

 L’ipersudorazione secondaria spesso inizia all’improvviso e tende a essere generalizzata a tutto il corpo. 

Consiglio di consultare il medico se la sudorazione arriva ad interferire con le attività quotidiane, se dovesse manifestarsi improvvisamente o in caso di sudorazione notturna, perché può essere sintomatica di problemi più gravi (anche se ovviamente possono esserci cause non preoccupanti). 

Molti soggetti affetti da iperidrosi sono troppo imbarazzati per ricorrere al medico, o ritengono che la condizione non possa essere migliorata, ma non è così, esistono concrete possibilità terapeutiche. 

Di norma la diagnosi di iperidrosi si basa sui sintomi, anche se occasionalmente possono essere necessari esami del sangue e delle urine per escludere cause sottostanti. 

Stile di vita

L’ipersudorazione può essere difficile da trattare e trovare il rimedio migliore può richiedere del tempo; ovviamente si raccomanda di iniziare con i trattamenti meno invasivi. Intervenire sullo stile di vita non cura l’iperidrosi primaria (eccessivamente produzione di sudore senza causa apparente) ma può migliorare i sintomi e rafforzare la fiducia in sé; si consiglia per esempio di: 

  • Evitare fattori favorenti la sudorazione, come cibi piccanti e alcolici. 
  • Usare spray o creme antitraspiranti, al posto dei comuni deodoranti. 
  • Evitare di indossare indumenti aderenti o stretti e in fibre sintetiche come il nylon. 
  • Indossare abiti neri o bianchi può ridurre al minimo la visibilità delle macchie di sudore. 
  • I tamponi ascellari possono assorbire l’eccesso di sudore e proteggere i vestiti. 
  • Indossare calze che assorbano l’umidità, per esempio calze spesse in fibre naturali, suole speciali o calze sportive fatte apposta per assorbire il sudore. 
  • Evitare di indossare calze in fibre sintetiche e, se possibile, cambiarle almeno due volte al giorno. 
  • Idealmente portare scarpe di cuoio e provare ad alternare diverse paia di scarpe al giorno. 

Antitraspiranti specifici

Se un normale antitraspirante non riesce a controllare il sudore, si può utilizzare uno specifico, più forte. 

Nel trattamento dell’iperidrosi vengono spesso usati antitraspiranti a base di cloruro di alluminio, che funzionano andando a tappare senza particolari conseguenze le ghiandole sudoripare. Vanno applicati la sera subito prima di andare a dormire e sciacquati via al mattino. L’effetto collaterale più frequente del cloruro di alluminio è una leggera irritazione, oppure un modesto prurito/senso di bruciore, al momento dell’applicazione. L’irritazione può essere ridotta usando gli antitraspiranti con minor frequenza. Può anche essere utile usare regolarmente emollienti (idratanti) e detergenti delicati. Per vari anni un falso mito ha accusato gli antitraspiranti di poter causare il tumore al seno, dopo tanti anni, questa supposizione non ha mai trovato una base scientifica o statistica. 

Controllare l’ansia

Se la sudorazione peggiora l’ansia, può rivelarsi utile un tipo di psicoterapia noto come terapia cognitivo comportamentale; non sono in genere raccomandati i farmaci ansiolitici perché possono peggiorare la sudorazione. 

Anticolinergici

L’iperidrosi può essere trattata con farmaci noti come anticolinergici o antimuscarinici. Essi funzionano bloccando gli effetti di un mediatore chimico, l’acetilcolina, impiegato dal sistema nervoso per attivare le ghiandole sudoripare. 

Questi farmaci sono disponibili sotto forma di compresse o soluzioni da applicare sulle aree interessate. Non vengono usati spesso nel trattamento dell’iperidrosi e la maggior parte di questi farmaci non include l’eccessiva sudorazione tra le proprie indicazioni, ma alcuni pazienti li trovano efficaci. Purtroppo non sono tutti disponibili in Italia, ma per esempio la propantelina bromuro è un anticolinergico indicato per l’iperidrosi. Tra i possibili effetti collaterali degli anticolinergici, ci sono la bocca secca, la visione confusa, crampi gastrici, stipsi e difficoltà di minzione.

 

Terapie specialistiche

Se le modifiche dello stile di vita e i rimedi proposti non sono sufficienti a consentire un’adeguata gestione del sudore, può essere utile consultare un dermatologo per trattamenti aggiuntivi, come: 

– la ionoforesi: consiste nell’erogare alle aree di pelle interessate deboli correnti elettriche, applicate attraverso l’acqua o un tampone umido. Si pensa che agisca bloccando le ghiandole sudoripare. 

– il botulino: questa tossina può essere iniettata sottopelle nelle aree colpite da iperidrosi. Il botulino blocca i segnali dal cervello alle ghiandole sudoripare, aiutando così a ridurre il sudore in tali aree. 

– la chirurgia: la simpatectomia toracica endoscopica. 

I nervi che controllano il sudore delle zone interessate vengono tagliati tramite piccole incisioni ai lati del torace. In pratica, vengono interrotti i segnali convogliati dai nervi alle ghiandole sudoripare. L’intervento viene eseguito in anestesia generale e ad ambedue i lati del corpo. 

Essendo trattamenti con vari effetti collaterali, si raccomanda sempre di affidarsi al medico per un buon inquadramento della patologia e la scelta della terapia più adeguata.